Fu fatta costruire da Nicolò III, sotto la direzione di Giovanni da Siena, tra il 1424 ed il 1434, nello stesso periodo in cui si costruì la “delizia” di Belriguardo.
Secondo la tradizione il palazzo era il luogo di convegno di Ugo, figlio del marchese Nicolò III, e Parisina, giovane moglie del marchese, il cui amore finì tragicamente.
Il palazzo fu trasformato in “delizia” da Borso d’Este poco prima della morte (1471).
Era una costruzione enorme che contava almeno sessanta stanze.
Il 9 Febbraio 1483 durante la guerra del sale (vedi box) le truppe della Serenissima irruppero nel territorio ferrarese, distrussero tutto ciò che incontrarono sul loro cammino arrivando ad assediare la capitale.
La Delizia di Fossadalbero venne bruciata e rasa al suolo. I danni furono così vasti ed irrimediabili che dieci anni dopo il Duca Ercole decise di venderne i mattoni superstiti …
Oggi resta un complesso caratterizzato da una torre merlata alla maniera guelfa con rivellini ed avancorpi; conta 44 grandi stanze con alcuni bei soffitti anche a cassettoni, una cappella ed un giardino interno.
In seguito appartenne alla famiglia Mosti, quando Alfonso I d’Este concesse loro l’arma ducale ed il cognome “Estense”.
Nel Settecento passò per via ereditaria ad Ercole Trotti Mosti Estense, il cui discendente Tancredi – patriota e comandante dei Bersaglieri del Po – nel 1872 ne promosse il restauro.
La prima apparizione di un campo da tennis in provincia fu proprio qui, nel 1900, quando lo stesso Tancredi Trotti Mosti ve ne fece costruire uno.
Il palazzo passò in seguito al marchese Giovanni Costabili, quindi ad altre famiglie che ne curarono i restauri; ospita oggi il Ristorante Castello di Fossadalbero.
Proprietà privata non visitabile
Guerra del Sale (1482-1484)
La Guerra del Sale fu un conflitto che coinvolse numerosi stati italiani e si combatté dal Nord-Est al Sud-Est della penisola. Ebbe origine quando la Repubblica di Venezia dichiarò guerra a Ferrara, governata da Ercole I d’Este: i veneziani miravano ad espandere il proprio territorio sulla terraferma a sud e ad esercitare il controllo dell’accesso alla pianura Padana dalle foci del Po, inoltre volevano impossessarsi delle saline di Comacchio che erano una delle principali fonti di reddito della corte estense.
Si formarono alleanze che andavano dallo Stato Pontificio alla Repubblica di Venezia, dagli Sforza ai Gonzaga alle più importanti signorie dell’epoca. Gli Este potevano contare sul sodalizio con il Ducato di Milano anche grazie al fidanzamento di Ludovico il Moro con Beatrice d’Este.
I combattimenti si svolsero da Città di Castello a Roma, nel fronte parmigiano si contrapposero mantovani a genovesi, poi l’assedio di Ficarolo e la battaglia di Argenta, e ancora Rovigo, Massafiscaglia, Bondeno, Trezzo, Asola, Cremona fino a Gallipoli nel regno di Napoli.
Gli schieramenti durante gli anni di guerra cambiarono con reciproci tradimenti, azioni di spionaggio e sorprese.
Con la pace di Bagnolo del 7 Agosto 1484 si configurò una nuova mappa geopolitica dove Venezia mantenne quasi tutti i possedimenti conquistati mentre Ferrara riottenne Ariano, Corbola, Adria, Melara, Castelnuovo e Ficarolo, ma perse tutti gli altri territori a nord del Po.
