Quando nel 1492 Ercole I d’Este decise di raddoppiare Ferrara verso nord, chiamò a sé un giovane architetto destinato a cambiare per sempre il modo di pensare la città: Biagio Rossetti. Con l’Addizione Erculea egli concepì un impianto ortogonale razionale, innovativo rispetto al tessuto medievale irregolare di Ferrara. Questo piano integrava esigenze militari (con bastioni alla moderna), funzionali (strade ampie e gerarchizzate) e simboliche (prospettive monumentali come Corso Ercole I d’Este), fondendo il nucleo antico con la nuova espansione in un unico sistema armonico “a misura d’uomo” e di corte.
Il suo gesto più spettacolare è Corso Ercole I d’Este, una lama prospettica di quasi due chilometri che congiunge il Castello alle mura settentrionali. Rossetti ne stabilì la larghezza (più ampia di qualunque via anteriore), l’allineamento delle facciate e perfino l’altezza dei cornicioni, affinché l’occhio del passante fosse naturalmente guidato verso l’orizzonte delle torri. Al centro dell’asse collocò il Quadrivio degli Angeli, snodo scenografico dove Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Bevilacqua e Palazzo Turchi di Bagno formano un’unica “quinta” di bugnati marmorei, logge e cortine di luce: un manifesto di architettura rinascimentale capace di fondere funzionalità quotidiana e meraviglia estetica.
Rossetti andò ben oltre la semplice progettazione urbanistica: immaginò strade dritte che giocano con spazi pieni e vuoti, case e giardini, includendo orti pensati per garantire rifornimenti in caso di assedio e ampi spazi verdi per il benessere dei cittadini. Rivisitò le mura, lunghe oltre nove chilometri, unendo le strutture medievali ai nuovi bastioni “alla moderna” e ai terrapieni, rendendo la difesa adatta all’era della polvere da sparo e dell’artiglieria, così la cinta difensiva si trasformò in una passeggiata alberata, un luogo di raccordo tra città e campagna. Questo connubio di città, natura e strategia militare fece di Ferrara uno dei primissimi esempi di “città moderna” in Europa.
Spazi pubblici e vita cittadina
- Piazza Ariostea – Rossetti ripensò l’antica “piazza nuova” come un’ellisse ribassata (1496), pronta ad accogliere giostre, mercati e le future corse del Palio; l’ampia cavea urbana conserva oggi al centro la statua di Ludovico Ariosto (eretta nel 1833).
- Le Mura – Dal Torrione di San Giovanni ai grandi baluardi rinascimentali di San Giorgio e San Paolo, il circuito difensivo – ristrutturato e potenziato da Rossetti – offre un anello pedonale e ciclabile continuo che racconta l’evoluzione dall’ingegneria turrita medievale alla Pianta bastionata (trace italienne).
- Certosa Monumentale – Con l’Addizione Erculea il preesistente monastero certosino extra moenia viene inglobato entro le nuove mura; qui Biagio Rossetti progetta la chiesa di San Cristoforo (1498–1526). Dopo la soppressione napoleonica il complesso è destinato a cimitero monumentale; col sisma del 2012 ha subito danni, seguiti da interventi di ripristino e miglioramento strutturale conclusi nel 2019.
Grazie a questa visione unitaria, Ferrara diventa un laboratorio in cui architettura, natura e vita pubblica si compenetrano, ancora leggibile per chi percorre i lunghi viali alberati o si perde tra le linee spezzate di luce dei suoi bugnati rinascimentali.









