Nella Lista del Patrimonio Mondiale riconosciuto dall’UNESCO entrano solo luoghi unici al mondo.
Il Sito “Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po” è l’esito di due successivi riconoscimenti da parte del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO (WHC). Il primo è avvenuto nel 1995, durante la 19esima sessione del WHC a Berlino, quando, con Decisione 19 COM VIII.C.1, si è approvata l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale del Sito “Ferrara: città del Rinascimento”. Il perimetro includeva, all’epoca, il centro storico di Ferrara definito dalle mura urbane, in qualità di esempio straordinario di città pianificata capace di esercitare una profonda influenza sull’urbanistica per secoli.
In seguito, nel 1999, durante la 23esima sessione del WHC a Marrakech, è stata valutata positivamente dal Comitato l’estensione del Sito che, con Decisione 23 COM VIII.C.2, ha assunto la denominazione attuale. L’estensione ha ampliato il perimetro del Sito al paesaggio culturale del Delta del Po che, in costante equilibrio tra terre ad acqua, è stato pianificato durante il periodo di massima affermazione del Ducato estense con una rete di canali, percorsi e borghi i cui nodi erano presidiati dalle “Delizie”, residenze nobiliari extraurbane.
Nel 2008, con la Decisione 32COM VIII.D approvata durante la 32esima sessione del Comitato tenutasi a Québec City, vengono recepiti i chiarimenti in merito ai confini del Sito e viene adottata la cartografia ufficiale.
Nel 2014, infine, il Comitato riunitosi a Doha in Qatar, adotta con la Decisione 38 COM 8E la Dichiarazione Retrospettiva di Eccezionale Valore Universale (RSOUV) presentata dallo Stato Parte in aggiornamento dell’OUV del Sito. La RSOUV comprende una breve sintesi del bene iscritto, le condizioni di integrità e autenticità e i requisiti di protezione e gestione.
Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale
Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po, situata nella regione italiana dell’Emilia-Romagna, costituiscono un paesaggio culturale straordinario. L’area comprende il centro urbano di Ferrara e i terreni agricoli adiacenti all’interno dell’antico e vasto Delta del Po.
Il bene iscritto si estende all’anello di mura difensive che per prime racchiudevano il centro storico urbano di Ferrara nel XII secolo. Nel corso del tempo la cinta muraria del borgo medievale fu ampliata per accogliere la crescita urbana, e oggi le mura circondano la città medievale, la Cattedrale di San Giorgio e il Castello Estense. Dal XIV al XVI secolo furono attuati una serie di interventi urbanistici che fecero di Ferrara la prima città rinascimentale a svilupparsi secondo un piano urbanistico complesso. In questo piano la rete di strade e mura era strettamente legata ai palazzi, alle chiese e ai giardini come parte di un disegno complessivo che privilegiava l’armonica disposizione delle prospettive urbane, piuttosto che accentuare la bellezza dei singoli edifici. Il più noto di questi progetti, l’Addizione Erculea progettata da Biagio Rossetti alla fine del XV secolo, fu uno dei primi piani urbanistici basati sull’idea di prospettiva, cioè bilanciando i principi umanistici relativi alla forma e al volume in architettura con spazi aperti, esigenze della città e tradizioni locali.
Il Delta del Po è abitato da millenni. Dal XIV al XVI secolo la famiglia estense regnante realizzò vasti interventi di bonifica e di costruzione, che conferiscono a quest’area un carattere distintivo, legato a Ferrara, sede degli Estensi.
Le trasformazioni apportate al contado ferrarese in epoca rinascimentale comprendono: la bonifica di vaste fasce paludose, la costituzione di castalderie, la creazione di nuovi corsi d’acqua e strade nell’ambito di un piano urbanistico complessivo e la costruzione di una rete di residenze nobiliari dette le delizie estensi. Quest’opera portò ad un nuovo tessuto produttivo agricolo e alla costruzione di residenze ducali come segno politico di magnificenza. Questi furono pensati per rispecchiare l’immagine della Corte oltre i confini urbani e si inseriscono ancora una volta in un processo di integrazione e continuità tra la città e il paesaggio circostante. La forma originaria del paesaggio rinascimentale del Delta del Po è ancora riconoscibile nell’assetto della regione del XXI secolo.
La storia della città rinascimentale di Ferrara è strettamente legata agli Estensi e al loro dominio.
La città era stata un importante centro medievale, un libero comune con proprie leggi e perfino una propria zecca, ma solo sotto gli Este divenne una capitale conosciuta a livello internazionale e di grande importanza artistica, economica, ideologica e religiosa. La corte fiorì nello splendore e per due secoli fu alla pari di città come Firenze e Venezia o di altre grandi corti europee in Francia o Spagna.
Artisti come Piero della Francesca, Mantegna e Michelangelo frequentarono e lavorarono alla corte estense. Con il grande sostegno di questi artisti, gli Estensi crearono il primo esempio di studiolo e la loro pratica del collezionismo d’arte divenne un modello sia per la famiglia Medici che per il Papa.
Criteri iscrizione e motivazioni del riconoscimento
Criterio (ii): gli sviluppi a livello di pianificazione urbanistica realizzati nella Ferrara rinascimentale ebbero una profonda influenza sulla progettazione urbanistica e su processi di conservazione programmati nel corso di secoli a venire. La “scuola di architettura” ferrarese (Biagio Rossetti, Girolamo da Carpi, Giambattista Aleotti, …) esportò metodi ed elementi di design urbanistico, come mura e fortezze, anche nella pianificazione di altre città italiane ed europee;
Criterio (iii): le residenze ducali degli Estensi nel Delta del Po dimostrano in maniera eccezionale l’influenza della cultura rinascimentale sul paesaggio naturale;
Criterio (iv): il centro storico di Ferrara è un eccezionale esempio di pianificazione urbanistica rinascimentale che a tutt’oggi presenta – praticamente intatti -impianto, fabbricati e tessuto urbano.
Criterio (v): il Delta del Po è un eccezionale paesaggio culturale pianificato che in gran parte conserva il suo impianto originale.
Criterio (vi): durante i due secoli determinanti per il Rinascimento, la brillante corte degli Este riuscì ad attrarre artisti di primo piano, poeti, filosofi e divenne un centro fondamentale per lo sviluppo e l’applicazione della pratica del “nuovo Umanesimo” in Italia.
Integrità
La proprietà iscritta di 46.712 ettari, insieme alla Buffer Zone di 117.649 ettari, racchiude tutti gli elementi necessari per comprendere il paesaggio culturale rinascimentale di Ferrara e del suo Delta del Po, che ne sostanzia l’Eccezionale Valore Universale. L’integrità della proprietà è testimoniata nell’assetto rinascimentale della città di Ferrara nonché nei mutamenti e trasformazioni paesaggistiche del paesaggio agricolo circostante. L’integrità della Ferrara rinascimentale è visibile nelle mura medievali, nelle forme degli schemi urbanistici dei secoli XIV-XVI, negli edifici superstiti e in gran parte originali e nell’assetto ben conservato della città che è facilmente comprensibile dai visitatori. Il paesaggio più ampio della proprietà Patrimonio Mondiale è più evidente nelle restanti delizie che indicano i progetti di trasformazione del territorio intrapresi durante il periodo della famiglia estense al potere.
ll paesaggio culturale rinascimentale di Ferrara e del Delta del Po forma così un tutt’uno storico. Tuttavia, il cambiamento dei metodi di coltivazione e delle priorità economiche, così come l’introduzione di nuove infrastrutture, sono preoccupazioni che dovranno essere affrontate in modo olistico per mantenere le condizioni di integrità.
Autenticità
Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po sono un paesaggio culturale eccezionalmente ben conservato e autentico nella forma e nel design, nei materiali, nell’ambientazione, nello spirito e nel sentimento. L’originalità del tessuto urbano di Ferrara, insieme agli elementi progettuali e planimetrici rinascimentali, la rendono una città rinascimentale chiaramente riconoscibile. Alcune delizie sono autentiche rispetto agli ambienti originari della grande fattoria e si presentano in ottimo stato di conservazione dopo i lavori di restauro eseguiti a partire dal 1970. Sono facilmente riconoscibili i rapporti di elementi rinascimentali con i rami del fiume Po (Po di Ferrara, Primaro, Volàno, Sandalo) e l’antico corso di questi fiumi e torrenti sono oggi ben visibili. Nonostante una lunga storia di danni alla proprietà, essa conserva veridicità e credibilità per quanto riguarda la sua espressione di Eccezionale Valore Universale.
Tutela e gestione
La tutela e la gestione di Ferrara, Città del Rinascimento e del suo Delta del Po richiedono la collaborazione delle istituzioni pubbliche ai diversi livelli di governo: nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Il Sito è tutelato dalla normativa nazionale sui beni culturali: il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D.Lgs 42/2004). Gli uffici locali del “Ministero per i Beni e le Attività culturali” (Gestione e Vigilanza Regionale) effettuano il monitoraggio per garantire il rispetto della legislazione nazionale.
A livello regionale esistono tre sistemi di pianificazione specifici. Il Piano Paesaggistico Regionale (PTPR) stabilisce norme riguardanti l’identità storico-culturale dei luoghi e del paesaggio circostante. Obiettivo del Piano Parco del Delta del Po è tutelare le aree di interesse naturalistico. Il Piano Territoriale Provinciale (PTCP) individua le sinergie e le azioni necessarie per sviluppare le attività economiche tradizionali e il turismo in modo da tutelare il carattere dell’ambiente e del paesaggio. Il piano ingloba l’ampia area che costituisce sia l’area di proprietà iscritta sia la sua fascia di rispetto.
Inoltre, il Comune di Ferrara dispone di uno Strumento Urbanistico approvato che identifica l’intera città storica all’interno delle mura come area di interesse culturale e consolida l’elevato grado di tutela in vigore dal 1975. Esistono diversi programmi con obiettivi specifici che riguardano la conservazione delle mura rinascimentali e degli spazi aperti all’interno e all’esterno delle mura cittadine.
La gestione del Sito è coordinata attraverso un Comitato di Pilotaggio governativo multilivello. Il Comitato è responsabile della predisposizione e attuazione del Piano di Gestione annuale. Obiettivo fondamentale del Piano di Gestione è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, in particolare i cittadini e i lavoratori, sull’estensione del Sito e sulla sua eccezionale importanza.
Il sostegno dell’Eccezionale Valore Universale del bene e il mantenimento delle sue condizioni di autenticità e integrità nel tempo richiederà la creazione di migliori collegamenti e una gestione coordinata tra il paesaggio urbano ferrarese e il paesaggio rurale della rete delle delizie, il miglioramento dell’assetto normativo regionale regime per un efficace controllo dell’uso e della trasformazione dell’area e dello sviluppo delle infrastrutture, l’aumento della consapevolezza locale del valore patrimoniale dei beni e delle opportunità di fruizione del Patrimonio dell’area e la definizione di politiche chiare per il riutilizzo adattivo dei beni storici che sono stati abbandonati o danneggiati. Inoltre, dovranno essere stanziate risorse sufficienti per interventi volti a fronteggiare gli ingenti danni provocati dal sisma del maggio 2012, in particolare alla cinta muraria, al Castello Estense, alla cattedrale medievale, alla Rocca di Stellata e ad alcuni edifici storici.
Delimitazione del Sito del Patrimonio Mondiale
“Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po” copre un’area di 46.712 ettari, mentre la buffer zone si estende per 117,649 ettari in totale.
Il Sito è di tipo seriale ed infatti è costituito da due componenti separate. La prima (733bis-001 Ferrara) comprende il centro storico di Ferrara e, attraverso le ramificazioni del fiume Po si estende fino al Delta. Tale componente, oltre a seguire i rami Volano, Sandalo e Primaro del Po, si allarga in corrispondenza di alcuni elementi caratterizzanti il paesaggio culturale, e, fra questi, le Delizie. Inoltre, la componente comprende un’ampia area in prossimità del Delta nella zona che dal Castello della Mesola si estende a sud, e una seconda zona nel territorio di Comacchio.
Nel definire il perimetro del Sito, sono state escluse le formazioni territoriali attribuibili alle grandi bonifiche meccaniche del secondo novecento e quelle riconducibili all’azione del fiume Reno o di altri corsi d’acqua di origine appenninica (zona meridionale della Provincia di Ferrara). La seconda componente (733-002 Diamantina) comprende la Delizia della Diamantina e un ampio tratto di paesaggio ad ovest di Ferrara.
La buffer zone è disegnata al fine di tutelare il centro storico di Ferrara e l’antico sistema di fortificazioni costituito dalle mura e dai baluardi, mentre per quanto riguarda il territorio circostante e il Delta del Po, esso si può in generale suddividere in quattro grandi famiglie: l’area che collega la Diamantina alla zona ovest di Ferrara; l’area che si estende a nord di Ferrara fino al Po, includendo il Parco Urbano e Fossadalbero; l’area dell’antico corso del Po di Volano che parte da Ferrara e arriva fino al mare, includendo il monastero di Pomposa, il castello di Mesola e il Boschetto fino al territorio di La Mensa; le aree che comprendono le antiche via d’acqua con partenza da Ferrara sia verso sud, includendo le delizie di Belriguardo, Benvignante e Verginese, sia verso est fino a Comacchio.
Cartografia del Sito e localizzazione delle componenti (fonte: https://whc.unesco.org/en/list/733/)

