Il Castello di Mesola, realizzato tra il 1578 e il 1583 per volere di Alfonso II d’Este e progettato dall’architetto carpigiano Marc’Antonio Pasi, costituisce l’ultima e tra le più imponenti delle
“delizie estensi”. Sorse sull’isola fluviale di Mesola, in un territorio profondamente trasformato dalle opere di bonifica, e fu concepito con la duplice funzione di residenza ducale e centro strategico-commerciale.
Già all’avvio dell’impresa estense fu tracciato e costruito un grande circuito murario, lungo circa dodici miglia e scandito da dodici torrioni quadrangolari, racchiudeva boschi, canali e serragli per la selvaggina. Al suo interno venne quindi costruito il nucleo signorile, dominato dal palazzo ducale. La residenza si distingueva per l’eleganza architettonica e per le raffinate decorazioni policrome sull’intera facciata, impreziosite da particolari in ceramica invetriata.
Il Castello rappresentava la perfetta trasfigurazione del paesaggio, in cui natura e artificio si compenetravano armoniosamente. La corte vi soggiornava soprattutto in autunno, dedicandosi a svaghi e alle battute di caccia: vere e proprie occasioni collettive di vita cortese, alle quali prendevano parte, accanto al duca, comitive di ospiti illustri provenienti da tutta Italia e dall’estero.
La confinante Repubblica di Venezia, constatando la crescente importanza commerciale di Mesola, che all’epoca si affacciava direttamente su sacche e lagune comunicanti con l’Adriatico, concepì un atto di ingegneria idraulica offensiva. L’intervento, realizzato solo dopo la devoluzione del Ducato Estense allo Stato Pontificio (1598), fu deliberato nel 1599 con il cosiddetto Taglio di Porto Viro. Deviando il corso del Po verso sud, Venezia riuscì a proteggere la propria laguna ma al tempo stesso alterò l’assetto del delta, accelerando l’interrimento delle sacche mesolane e vanificando la funzione del castello come presidio strategico e commerciale aperto al mare.
Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1952 il Castello passò all’Ente Delta Padano ed è oggi di proprietà della Provincia di Ferrara.
In lode della Mesola – Mostra al piano nobile del Castello di Mesola
Al piano nobile è installata la mostra “In lode della Mesola. Il castello, le mura, il barco”, concepita come una galleria attrezzata da modelli, testi, riproduzioni di documenti, cartografie e dipinti, con finalità didattiche e di divulgazione storico architettonica, che si sviluppa su 10 sezioni tematiche lungo un percorso ad anello tracciato attraverso le sale del primo piano del Castello.

Museo del Cervo e del Bosco della Mesola – Castello di Mesola
Al secondo piano si può visitare il Museo del Cervo e del Bosco della Mesola, un’esposizione che celebra il legame tra la Delizia e il territorio. Il museo dedica una sezione intera al Cervo del Bosco della Mesola, una specie unica per le sue caratteristiche fisiche e comportamentali, presente solo nella Riserva Naturale circostante. Il museo racconta anche il paesaggio del Gran Bosco della Mesola, evidenziandone la biodiversità.



Riserva Naturale Bosco della Mesola – Parco Delta del Po
La Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola, con una superficie di 1.058 ettari, rappresenta uno degli ultimi e meglio conservati residui di bosco di pianura, memoria delle antiche foreste che si trovavano fino a qualche secolo fa. Originatosi presumibilmente nel Medioevo su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, il Bosco della Mesola è oggi la più estesa area boscata del ferrarese. Il terreno è di origine alluvionale e presenta un andamento irregolare, sintomo della presenza di antiche dune, che a tratti formano dei ristagni d’acqua, con vegetazione palustre. Un tempo il bosco, essendo circondato da paludi, accoglieva numerose varietà di uccelli, tipici delle zone umide; la drastica riduzione della fauna, causata dalle opere di prosciugamento, è stata frenata con la realizzazione di una zona umida all’interno del bosco, chiamata Elciola, chiusa generalmente al pubblico dove trovano rifugio anatidi e aironi.
Note per la visita: Il bosco non è interamente visitabile, ma i percorsi autorizzati consentono di avvistare cervi e daini. Si può accedere a piedi o in bicicletta.
VISITE GUIDATE : accompagnate dal personale del corpo Forestale nelle aree di norma precluse al pubblico vengono effettuate in periodi specifici dell’anno.











