Le origini del complesso non sono documentate con precisione, ma le prime testimonianze risalgono alla fine del Quattrocento, quando apparteneva a Sigismondo Cantelmo di Sora; passò alla proprietà di Alfonso I d’Este che lo donò, pochi mesi prima di morire nel 1534, a Laura Dianti (vedi box).
Laura avviò importanti cambiamenti, trasformando il palazzo in un edificio rettangolare con quattro torrette ai vertici, svettanti e merlate, una forma che è ancora oggi visibile.
Nel 1569 fu costruita una chiesetta, e il complesso divenne il centro operativo della castalderia, gestendo attività agricole, casearie e zootecniche. Il giardino si distingueva per la disposizione geometrica degli alberi da frutto. Nel 1590, Cesare d’Este vendette la tenuta ai Picchiati, e nel 1771 i fratelli Bargellesi commissionarono ulteriori modifiche, tra cui un portico tra la residenza e la chiesa e decorazioni in stucco. Nel 1932, il complesso fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Ferrara, poi passato alla famiglia Fontana e infine donato nel 1972 alla Provincia di Ferrara.
Nel 2006 è stato completato un progetto di riqualificazione paesaggistica del giardino tra la palazzina e la Torre Colombaia, valorizzando il contesto naturalistico. Al piano terra si trova il Museo Archeologico “Sepolcreto dei Fadieni”, che espone reperti romani provenienti da una necropoli locale, offrendo uno spunto sulla vita quotidiana e le attività economiche di una famiglia dell’Impero Romano. Al piano superiore è invece ospitata una collezione permanente di opere di Mario Maranini dedicate alla civiltà contadina. Accanto al castello, la Vinaia del Sapere, un ex essiccatoio recentemente ristrutturato, è ora sede di mostre, incontri e attività culturali.
Laura Dianti
Fu l’amante di Alfonso I d’Este dopo la morte della seconda moglie Lucrezia Borgia. Ebbe due figli, Alfonso e Alfonsino, legittimati dal duca nel testamento del 1533.
Prima della morte, Alfonso cedette a Laura e ai suoi figli la Delizia del Verginese, destinata inizialmente al figlio legittimo Ercole.
Laura Dianti sposò Alfonso I d’Este poco prima della sua morte nel 1534. Sebbene lo storico Muratori abbia raccolto prove documentali per confermare il matrimonio, non esistono documenti ufficiali che ne attestino l’esistenza. Nonostante l’assenza di prove definitive, l’unione è generalmente considerata pubblica e ufficiale.
Si sospetta che il duca Ercole II abbia distrutto l’atto di matrimonio per evitare rivalità nella successione con Alfonso e Alfonsino.

Il sepolcreto dei Fadieni
Dal 2006 il Museo Archeologico ospitato presso la Delizia del Verginese espone l’affascinante necropoli di epoca romana dei Fadieni, risalente al I e II sec. d.C. (età imperiale).
Si tratta di una necropoli familiare dove sono sepolte quattro generazioni di una stessa famiglia di cittadini romani, i Fadieni, proprietari terrieri nel Delta del Po.
La zona si trova prossima a Portomaggiore e non lontana da Voghenza; è una fascia particolarmente ricca di reperti dell’età romana, soprattutto di necropoli, situate presso insediamenti abitati lungo uno dei rami antichi del Po (Sandalo).
Attraverso gli oggetti che costituivano i corredi delle sepolture emergono evidenti i segni del vivere di un’intera civiltà, con i propri usi e consuetudini, in cui la quotidianità si intreccia al mito e ai simboli millenari che rappresentano l’umano desiderio di immortalità.





