Edifici rinascimentali: I Palazzi e le Chiese

Palazzo Costabili -Soffitto Sala del Tesoro - Benvenuto Tisi detto il Garofalo
Loggia degli Aranci - Palazzina Marfisa d'Este
Sala delle Sibille - Casa Romei
Editto comunale del 1173, inciso su tavole marmoree situate sul lato meridionale della Cattedrale

(criterio II e IV – attributi del sito)

Se le addizioni raccontano “come” Ferrara si è espansa, le sue residenze narrano “perché”: ostentare prestigio dinastico, controllare il territorio, celebrare arti e scienze. Dagli austeri mattoni trecenteschi del Castello Estense allo scintillio marmoreo del Palazzo dei Diamanti, ogni palazzo riflette l’ambizione degli Este di trasformare la città in una corte a cielo aperto dove politica, spettacolo e vita quotidiana si intrecciano.

La Cattedrale venne edificata a partire dal XII secolo in forme romaniche, alle quali si aggiunsero successivamente elementi tipici dello stile gotico, quali i rosoni in facciata, raggruppati in trifore a sesto acuto, e gli elementi nella parte superiore del protiro. Il campanile il cui disegno è attribuibile, secondo alcune fonti, a Leon Battista Alberti, è un esempio precoce di architettura rinascimentale nel Nord Italia. L’abside in laterizio è invece dovuta ad un intervento di Biagio Rossetti alla fine del XV secolo per armonizzare tale polo centrale dell’impianto urbano della città con il piano di espansione di cui è autore.
Collocate sul fianco meridionale dell’edificio, protetto dalle botteghe ancor oggi sede di commercio, si trovano le iscrizioni incise sul marmo relative allo statuto del 13 maggio 1173 di epoca comunale.

Duomo di Ferrara
Duomo di Ferrara

Voluto da Niccolò II d’Este in risposta a una violenta rivolta popolare e affidato all’architetto Bartolino Ploti da Novara intorno al 1385, occupò l’area a ridosso delle mura settentrionali in posizione tale da poter servire sia di supporto al sistema difensivo urbano contro aggressioni esterne, sia quale strumento di repressione di rivolte interne. La costruzione inglobò la preesistente Rocca dei Leoni e assunse le forme di una fortezza con quattro torri angolari unite da corpi di fabbrica più bassi. A partire dal 1476 l’edificio diventò stabilmente luogo di residenza della Corte estense, e durante i regni di Alfonso I ed Ercole II acquisì gradualmente l’aspetto di una grandiosa residenza nobiliare, attraverso la  trasformazione architettonica compiuta da Girolamo Carpi che ne ingentilì le forme medievali e innalzò di un piano tutte le torri e la cortina muraria.

Castello Estense
Castello Estense

Nato dalla residenza degli Adelardi, cui gli Estensi si erano sostituiti alla guida della città a partire dal 1189.
Il palazzo si sviluppò dal nucleo medievale detto Corte vecchia, il complesso residenziale crebbe nei secoli per addizione di nuovi corpi di fabbrica e successivi riammodernamenti, come avveniva di regola nelle grandi regge urbane dell’età delle signorie. Fu il duca Ercole I a prestare grande cura nella riconfigurazione complessiva, con incessanti lavori che portarono a impaginare il complesso attorno a un grande cortile ducale (attuale piazza Municipale) e a un giardino segreto, vale a dire privato, per il signore, trasformato in seguito nel giardino delle Duchesse, spazio che sopravvive tuttora, sebbene profondamente alterato. L’insieme fu collegato al castello tramite la via Coperta, in cui nel 1505 Alfonso I inserì i famosi Camerini di alabastro, con opere dei più famosi artisti del tempo, e il balcone lapideo che ancor oggi si può vedere all’esterno.

Palazzo Municipale di Ferrara
Palazzo Municipale di Ferrara

Residenza mercantile (1440 ca.) con apparati tardogotici; restaurata e riaperta nel 2025.
Sorta a partire dal 1440 dall’accorpamento di tre edifici preesistenti, era la casa Di Giovanni Romei, ricco mercante e banchiere della famiglia Este. Grazie alla struttura quattrocentesca ben conservata e chiaramente leggibile e ai preziosi apparati decorativi interni, costituisce la testimonianza più significativa di residenza nobiliare precedente all’addizione erculea.

Cortile d'onore - Casa Romei
Cortile d’onore – Casa Romei

Fondato intorno al 1385 per volere di Alberto V d’Este, godette di svariati ampliamenti e ristrutturazioni che nella seconda metà del Quattrocento lo trasformarono nella “perla” delle Delizie di Casa d’Este contenente il celebre Salone dei Mesi progettato dall’umanista astrologo di corte Pellegrino Prisciani assieme al Duca Borso e decorato da un’equipe di pittori di cui facevano parte Francesco del Cossa ed Ercole de Roberti
La campagna edilizia, durata dal 1466 al 1471, fu diretta dall’ingegnere ducale Pietro degli Ordini; alle sue dipendenze lavorava Biagio Rossetti muratore, per la prima volta documentato in un cantiere.

Salone dei Mesi
Salone dei Mesi – Palazzo Schifanoia

Costruita tra il 1556 e il 1560 per volontà di Francesco d’Este (1516-1578), la Palazzina Marfisa, è una delle ultime residenze urbane dei signori di Ferrara.
La “fabrica della Zoeca”, come viene definita nei documenti dell’epoca, sorge sotto la direzione dei lavori di Camillo Filippi, all’interno di un più ampio complesso di edifici e aree verdi noto come “Casini di San Silvestro”, dal nome della chiesa che sorgeva di fronte, oggi non più esistente. La decisione di Francesco di far realizzare lungo l’asse viario della Giovecca la sua nuova residenza segna profondamente quest’area urbana allora in grande trasformazione, dando vita a uno dei più prestigiosi complessi di palazzi e giardini della città tardo rinascimentale che comprendeva anche i vicini Palazzi Bonacossi e Schifanoia.
Alla morte di Francesco, nel 1578, l’edificio passa alla figlia Marfisa (c. 1556-1608), figura emblematica della nobiltà ferrarese di tardo Cinquecento, donna colta, indipendente e mecenate di artisti e letterati. Sotto la sua guida la dimora diventa un animato centro della vita culturale cittadina; con la scomparsa di Marfisa nel 1608 inizia una lenta decadenza. Nel corso del XVIII secolo, la Palazzina è suddivisa in più unità e destinata a funzioni artigianali e industriali, che ne compromettono gravemente la struttura e gli apparati decorativi. Soltanto nel 1861, con l’acquisto da parte del Comune di Ferrara, prende il via un lungo processo di recupero.

Palazzina Marfisa d'Este
Palazzina Marfisa d’Este

Progetto complessivo di Biagio Rossetti (1495-1504).
Il fulcro del palazzo è rappresentato dal cortile d’onore, (con il caratteristico colonnato a colonne binate d’angolo), completato solo su due lati e ornato da un doppio loggiato con decorazioni scultoree in pietra bianca, probabilmente opera di Gabriele Frisoni, al quale è attribuito sia lo scalone monumentale in marmo che le sale al piano nobile. Oggi è sede del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara e ospita una vasta collezione di reperti etruschi e greci.

Palazzo Costabili - Cortile d'onore
Palazzo Costabili – Cortile d’onore

Centro generatore della nuova espansione. Secondo l’interpretazione di Bruno Zevi, tutta la progettazione dell’incrocio è dovuta a Biagio Rossetti che assegnò ad ogni edificio un peso architettonico ben definito e diverso, al fine di farli risaltare tutti contemporaneamente e distintamente.

Quadrivio degli Angeli
Quadrivio degli Angeli

La sua costruzione venne commissionata nel 1493 a Biagio Rossetti da Sigismondo d’Este, è emblematico della volontà dell’architetto di privilegiare una veduta prospettica dell’insieme, piuttosto che enfatizzarne la vista di facciata. La nota decorazione in bugnato marmoreo è infatti funzionale ad esaltare la posizione d’angolo del palazzo – che si apprezza pienamente solo attraverso una visione diagonale, e, di conseguenza, volta a dare risalto all’intero crocevia. Palazzo dei Diamanti fu abitato in maniera discontinua da componenti della casa d’Este fino alla Devoluzione di Ferrara alla Santa Sede avvenuta nel 1598. Nel 1641 fu ceduto da Francesco I d’Este, nipote e successore di Cesare d’Este, alla famiglia Villa e dal 1842 appartiene al Comune di Ferrara. Attualmente il palazzo ospita al piano terreno la Galleria Comunale d’Arte Moderna, sede di mostre di rilevanza internazionale organizzate da Ferrara Arte, e al piano nobile la Pinacoteca Nazionale.

Palazzo dei Diamanti
Palazzo dei Diamanti

Borso d’Este pose la prima pietra del cenobio certosino extra moenia dove è tutt’ora collocata la sua tomba. Il complesso fu inglobato nella cinta muraria con l’addizione di Ercole I. La chiesa di San Cristoforo è attribuita a Biagio Rossetti ed è considerata una delle opere più interessanti del Rinascimento a Ferrara. A seguito della soppressione degli ordini religiosi in età napoleonica il complesso venne destinato a caserma; in seguito, acquisito dal Comune, venne destinato ad accogliere il cimitero della Città. Il progetto di ampliamento disegnato da Ferdinando Canonici a metà dell’Ottocento e completato nel secolo successivo trasformò il complesso in una certosa monumentale con le quinte scenografiche dei due grandi colonnati ricurvi che abbracciano il prato antistante.

Tempio di San Cristoforo alla Certosa
Tempio di San Cristoforo alla Certosa

Sede ottenuta dall’ordine dei Frati minori Francescani quale risarcimento per la demolizione del complesso originale, il quale venne demolito per consentire le opere necessarie all’ammodernamento della cinta muraria. Fu il duca Alfonso I d’Este a dare l’impulso per l’avvio della costruzione della chiesa, il cui aspetto attuale è tuttavia dovuto alla ricostruzione operata in seguito al terremoto del 1570, che atterrò la chiesa quasi completamente ad esclusione dei soli muri perimetrali.

Chiostro - Chiesa di Santo Spirito
Chiostro – Chiesa di Santo Spirito

Fondata dai Francescani intorno al XIII secolo e riplasmata a partire dal 1494 ad opera di Biagio Rossetti I documenti notarili registrano la presenza di una chiesetta francescana sull’area dell’attuale convento già nel 1232. Nel 1341 fu avviata la costruzione di una chiesa molto più ampia, in un sito vicino al precedente. La chiesa trecentesca fu prescelta per la sepoltura degli Estensi a partire da Obizzo III (morto nel 1352), fino alla costruzione di Santa Maria degli Angeli (1403-1440) voluta da Nicolò III.
La posa della prima pietra dell’attuale chiesa di San Francesco ebbe luogo il 3 agosto 1494, con il sostegno di Ercole I. Fortemente danneggiato dal terremoto del 1570 e vittima di crolli nel XIX secolo, l’edificio costituisce oggi un interessante palinsesto che conserva solo in parte l’aspetto originario.

Chiesa di San Francesco - interno
Chiesa di San Francesco – interno

Di origini antichissime, la chiesa, celebre per il miracolo del sangue di Cristo avvenuto nel 1171, venne riedificata a partire dal 1494 probabilmente ad opera di Biagio Rossetti per l’impianto architettonico a croce latina.
Nel 1594 Alfonso II d’Este incaricò l’architetto ducale Alessandro Balbi di costruire il sacello che tutt’ora ospita la volticina con il sangue di Cristo, consentendo ai fedeli di venerarla da vicino grazie a due scale laterali che conducono a un ballatoio.
Il terremoto del 1570 e i crolli ottocenteschi hanno danneggiato la chiesa e mutato parte della sua configurazione. I dipinti dell’interno sono sei-settecenteschi, sebbene durante i restauri degli anni Novanta siano stati portati alla luce lacerti della decorazione originaria.

Soffitto affrescato - Santa Maria in Vado
Soffitto affrescato – Santa Maria in Vado

La storia della Basilica di San Giorgio è legata indissolubilmente alla nascita di Ferrara. Fra il VII e l’VIII secolo, la sede vescovile locale venne spostata dall’antico abitato romano di Voghenza – a sud-est dell’attuale città – al Borgo San Giorgio, situato sulla riva destra del Po di Volano, che divenne quindi il primo nucleo dell’insediamento cittadino.
La Basilica fu Cattedrale di Ferrara fino al 1135, anno in cui la sede vescovile venne trasferita sull’altra riva del Po, attorno al castrum bizantino, nell’attuale Duomo anch’esso dedicato a San Giorgio Martire.
Nel 1473 l’intervento di Biagio Rossetti adattò e ampliò gli spazi della basilica per adeguarli alle esigenze conventuali degli Olivetani ai quali Nicolò III d’Este aveva affidato il complesso.
Accanto alla basilica si staglia la torre campanaria, attribuita a Biagio Rossetti e perfettamente coerente, nell’analisi stilistica, con il linguaggio dell’architetto ferrarese. La sua costruzione sembra essersi conclusa entro il 1485, data riportata in una lapide murata su una parete. Ai piedi del campanile si trova la tomba di Cosmè Tura.
Nel 1581 l’intervento di Alberto Schiatti modificò ulteriormente la struttura della chiesa, mentre l’attuale facciata fu realizzata nel Settecento su progetto di Andrea Ferreri.

San Giorgio fuori le Mura - interno
San Giorgio fuori le Mura – interno

Questi edifici, insieme a piazze, giardini e torri, compongono un atlante di pietra che svela ideali, passioni e strategie della corte estense, ancora percepibili nei percorsi quotidiani di chi attraversa la città.